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“Il principio della rana bollita”

Oggi giorno di rientro alla vita quotidiana per molti, ho deciso di  parlarvi di un principio un po’ provocatorio ma che spero faccia nascere in voi un pensiero critico e di crescita personale;

Questa metafora è quella della “rana bollita” che chiarisce, in maniera molto semplice e realistica, l’insita capacità dell’essere umano di adattarsi a situazioni spiacevoli e deleterie senza reagire.

 

 “Il principio della rana bollita”

 

“IMMAGINATE UN PENTOLONE PIENO D’ACQUA FREDDA NEL QUALE NUOTA TRANQUILLAMENTE UNA RANA. IL FUOCO È ACCESO SOTTO LA PENTOLA, L’ACQUA SI RISCALDA PIAN PIANO. PRESTO DIVENTA TIEPIDA. LA RANA LA TROVA PIUTTOSTO GRADEVOLE E CONTINUA A NUOTARE. LA TEMPERATURA SALE. ADESSO L’ACQUA È CALDA. UN PO’ PIÙ DI QUANTO LA RANA NON APPREZZI. SI STANCA UN PO’, TUTTAVIA NON SI SPAVENTA. L’ACQUA ADESSO È DAVVERO TROPPO CALDA. LA RANA LA TROVA MOLTO SGRADEVOLE, MA SI È INDEBOLITA, NON HA LA FORZA DI REAGIRE. ALLORA SOPPORTA E NON FA NULLA. INTANTO LA TEMPERATURA SALE ANCORA, FINO AL MOMENTO IN CUI LA RANA FINISCE – SEMPLICEMENTE – MORTA BOLLITA. SE LA STESSA RANA FOSSE STATA IMMERSA DIRETTAMENTE NELL’ACQUA A 50° AVREBBE DATO UN FORTE COLPO DI ZAMPA, SAREBBE BALZATA SUBITO FUORI DAL PENTOLONE”.

 

La rana ha adattato la propria temperatura corporea a quella dell’acqua e, una volta vicina all’ebollizione, non ha però più la forza di saltare fuori perché si è stancata troppo per regolare la propria temperatura.

Voglio porvi delle domande:

         1) Questa metafora della “rana bollita”, cosa vi fa venire in mente?

            2)“Chi ha ucciso la rana? L’acqua bollente o la sua incapacità nel decidere quando saltare?”

 

La paura più grossa è di cambiare!
Paradossalmente preferiamo stare in una situazione di stasi, che non ci rende felici, che non ci gratifica, solo perché temiamo di doverci mettere in gioco. Proprio come la rana, che per salvarsi dovrebbe cambiare la sua situazione e saltare fuori dalla pentola, invece si adatta all’acqua finché non diventa insopportabile, perché il cambiamento la spaventa ancora di più dell’acqua bollente.

Così si accumulano frustrazioni, rabbia, disagio, paura, ecc… che presto o tardi portano ad esplodere.
Tutte le emozioni negative represse e sepolte sotto un apparente “benessere” vengono agite improvvisamente, senza comprenderne il reale referente e causando spesso dolore e conseguenze molto forti.

Molte volte è la persona stessa a farsi del male inconsapevolmente, ignorando una grande possibilità che possiede, quella di SCEGLIERE!

 

 

Non aspettare che “l’acqua bolla”: decidi di saltare!

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Commenti: 1
  • #1

    Maryp (lunedì, 03 settembre 2018 12:12)

    Complimenti.. Bellissima metafora

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